Territorio | VisitLarciano https://visitlarciano.com Benvenuti a Larciano Thu, 21 Aug 2025 09:57:53 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0 https://visitlarciano.com/wp-content/uploads/cropped-favicon-32x32.jpg Territorio | VisitLarciano https://visitlarciano.com 32 32 Castelmartini https://visitlarciano.com/territorio/castelmartini/ Sun, 21 Jun 2020 14:36:55 +0000 https://visitlarciano.com/?p=220

Il castrum Martini, che dà il nome alla località, era un’antica fortezza del XIII secolo. Nell’anno 1297 un certo Martinus Jacobi Admannati costruì infatti una domus e un castrum. A poca distanza si trovava l’antico porto con cui, attraverso i canali delle paludi e l’Arno, il Comune di Pistoia si collegava con il mare e i suoi fiorenti traffici. Nella stessa zona si trovava l’antico hospitium di San Donnino, di cui si conserva memoria nel titolo dell’attuale Chiesa Parrocchiale di Castelmartini.

Al suo interno, il settecentesco Crocifisso ligneo dell’altare maggiore e una tela della prima metà del XVIII secolo, raffigurante San Giuseppe tra i Santi Antonio Abate e Donnino.

Il sito “Passi di Storia” è una risorsa online dedicata alla divulgazione della storia e della cultura, offrendo articoli, approfondimenti e materiali didattici su eventi storici e figure significative. Con un’attenzione particolare all’educazione, il sito propone risorse utili per studenti e insegnanti, insieme a informazioni su eventi culturali e attività interattive. La piattaforma mira a rendere la storia accessibile e coinvolgente, creando uno spazio di confronto e collaborazione per appassionati e studiosi.

Parco della Rimembranza di Castelmartini

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Chiesa di San Donnino

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Il Giardino della Memoria

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Lo Stupore

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Borgo di Cecina https://visitlarciano.com/territorio/borgo-di-cecina/ Sun, 21 Jun 2020 13:35:28 +0000 https://visitlarciano.com/?p=163

Borgo medioevale, sulle pendici del Montalbano, di probabili origini etrusche, con cinta muraria e due porte d’accesso.

1. Dal centro della piazza.

Il Borgo di Cecina è un piccolo paese adagiato sulle colline del Montalbano, a poco più di 130 metri s.l.m. Le sue origini antiche sono testimoniate da alcuni reperti archeologici rinvenuti a poca distanza, nei pressi del sito dell’antica Pieve di San Lorenzo a Vaiano. Il suo nome sembra derivare da quello di una famiglia di origine etrusca chiamata Kaiknas – Caecina.

2. L’abside. Dal centro, dirigendoci in salita verso il lato destro di Piazza Cecina, percorriamo a piedi un sottopasso fino a incontrare una magnifica piazzetta di origine medievale. Se da un lato scopriamo una delle due antiche porte del paese, dall’altro possiamo osservare la parte posteriore della Chiesa di San Niccolò. Sull’abside esterno semicircolare, a circa due metri da terra, si possono osservare due pietre, con incise delle croci greche ancora ben visibili a testimonianza di un periodo di dominazioni bizantino–longobarde.

Inoltre, all’interno della chiesa di San Niccolò, sono gelosamente custodite altre due pietre, raffiguranti volti stilizzati, risalenti al periodo longobardo. Durante il VI secolo la zona di Larciano costituì una linea di confine fra le truppe bizantine d’oriente (per cui il greco era la lingua ufficiale) e quelle di stirpe germanica (longobarde). Nell’ultimo decennio del VI secolo sarà poi il re longobardo Aginulfo a conquistare Pistoia e le colline circostanti.

3. Le Mura. Osservando la porta e proseguendo il percorso sulla piccola scalinata adiacente all’abside della Chiesa di San Niccolò, si può osservare che l’intero paese è fortificato da un muraglione dello spessore di un metro e mezzo. Questa veste autoritaria non è stata propria del borgo fin dalle sue origini, al contrario nell’alto medioevo Cecina fu prima dipendente dalla già citata Pieve di San Lorenzo a Vaiano, e successivamente possedimento feudale dei Conti Guidi di Modigliana che la utilizzarono come tipico Borgo rurale o “villa”. Riscattata nel 1226 dal Comune di Pistoia, insieme al castello di Larciano, nel 1335 viene per la prima volta indicata come Castello – Castrum – a seguito delle fortificazioni che caratterizzarono le lotte fra i grandi Comuni in questo periodo ricco di sconvolgimenti militari e politici. 

4. La chiesa di San Niccolò. Ci troviamo adesso sul prato, ancora cinto da mura, della Chiesa Parrocchiale di San Niccolò. La struttura è di origine romanica, anche se solo l’abside, che poggia su una roccia, risale a questo periodo; il fiero campanile e parte della chiesa sono invece stati soggetti a rifacimenti successivi nei secoli dal XVI al XIX. La Chiesa presenta un’unica navata e un transetto limitato al braccio sinistro. All’interno scopriamo, sulla parete sinistra, uno splendido crocifisso ligneo scolpito nel Trecento (di autore ignoto). Di fronte a quest’ultimo, sulla parete destra della navata, si trova un affresco del Cinquecento attribuito al pittore fiorentino Donnino di Domenico. Al centro dell’affresco sono rappresentati l’Arcangelo Raffaele che tiene per mano Giovanni Tobiolo di fronte a San Lorenzo. Sullo sguancio serafini a sei ali, San Sigismondo e San Rocco, sul soffitto il sole e la luna che piangono il Cristo morto. 

5. Il panorama. Uscendo dalla chiesa si apre di fronte a noi un panorama unico rivolto a ovest. Durante tutto l’anno, bel tempo permettendo, il sole tramonta dipingendo su Cecina una splendida cartolina. Sullo sfondo, la collina più vicina è Montevettolini, frazione del Comune di Monsummano Terme, nella quale risalta il bianco della villa medicea. Sul colle successivo spicca la torre di Monsummano Alto e in lontananza si stagliano la provincia di Lucca e i monti pisani. Questa era la Pistoia medievale: un sistema comunicante sulla Valdinievole, costituito da numerose fortificazioni situate su altrettante colline. 

6. La seconda guerra mondiale. Proseguendo a fianco degli ulivi che circondano il prato parrocchiale si esce dal paese. Osservando con attenzione il muro di cinta nel punto esatto in cui esso termina, si possono notare gli effetti distruttivi della ritirata tedesca durante la seconda guerra mondiale. Attraverso l’enorme falla sul muraglione da un metro e mezzo, che a tutt’oggi non è stata recuperata, si può ancora respirare l’apprensione dei paesani che, una mattina del 1944, videro esplodere casse intere di dinamite per impedire agli alleati di raggiungere i nazisti fuggitivi. Cecina era infatti un avamposto nazista e buona parte dell’abitazione al civico 53, nella piazza, era adibita a ufficio postale, mentre l’intera famiglia di proprietari, durante questa forzata convivenza, fu costretta a vivere dentro una sola stanza. 

7. Oggi. Per chi potrà regalarsi qualche giorno da trascorrere in questo piccolo borgo, sarà possibile scoprire che la strada angusta e tortuosa e le sue spesse mura hanno gelosamente conservato un paese fuori dal tempo. Lo spirito degli abitanti fa di tante famiglie un’unica realtà, fatta di feste paesane, tradizioni, chiacchiere e dissapori, ma in ogni angolo, all’apparenza insignificante, si può ancora respirare lo spirito fiero della semplicità che di queste mura ha fatto la sua storia.

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Cecina – la piazzetta medievale

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Cecina – il panorama

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La Chiesa di San Niccolò Cecina

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La chiesa è di origine romanica, anche se solo l’abside, che poggia su una roccia, risale a questo periodo; il campanile e parte della chiesa sono invece stati soggetti a rifacimenti successivi dal XVI secolo al XIX. La Chiesa si presenta con la facciata a timpano...

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Padule di Fucecchio https://visitlarciano.com/territorio/padule-di-fucecchio/ Sat, 20 Jun 2020 08:46:59 +0000 https://visitlarciano.com/?p=136

Il Padule di Fucecchio

Il Padule di Fucecchio, se pur ampiamente ridotto rispetto all’antico lago-padule che un tempo occupava gran parte della Valdinievole meridionale, è la più grande palude interna Italiana, con un’estensione di circa 1800 ettari, 230 dei quali sono Riserve Naturali istituite dalle Amministrazioni Provinciali di Pistoia e Firenze.

La natura

Il Padule ospita piante rare e tipiche di climi diversi. Qui sopravvivono il Morso di rana e la Felce reale, piante caratteristiche di zone caldo umide, e gli sfagni, particolari muschi, più propri di climi freddi del nord e discesi fin qui durante le ultime glaciazioni. La fauna è tanto ricca da permettere, durante l’anno, l’osservazione di oltre 200 specie di uccelli. Il Padule ha infatti un ruolo fondamentale nelle rotte migratorie: gli aironi creano, durante il periodo riproduttivo, la colonia di nidificazione, detta “garzaia”, più importante dell’Italia centro-meridionale.

La storia e le tradizioni

Il Padule di Fucecchio conserva il fascino delle vicende storiche legate alle grandi famiglie dei Medici e dei Lorena. Qui rimangono, oltre all’incanto dei paesaggi e della natura, significative testimonianze dell’opera dell’uomo: i canali, il sistema dei porti, il ponte mediceo di Cappiano, il complesso della fattoria del Capannone e gli edifici dell’archeologia industriale come gli essiccatoi del tabacco. Alla tradizione sono legate le attività di raccolta e intreccio delle erbe palustri come il “sarello” e la “sala”, usati per “rinvestire” sedie e fiaschi e tutt’ora praticate da pochi valenti artigiani.

II percorso naturalistico “Le Morette”

Il percorso naturalistico ciclo-pedonale, attrezzato con aree di sosta e pannelli informativi sulla flora e la fauna degli ambienti attraversati, è particolarmente adatto per gli amanti dell’osservazione naturalistica e del birdwatching. Il punto di partenza è presso il Centro Visite di Castelmartini, all’interno del quale è possibile scoprire una ricca documentazione sugli aspetti storici, naturalistici e sulle attività tradizionali (raccolta e lavorazione delle erbe palustri) tipiche del Padule di Fucecchio.
Un’altra area di accesso al Padule si trova in località Bagnolo dove ha sede il Museo della Civiltà contadina “Casa Dei”

Il Bosco di Chiusi

Il percorso naturalistico “Le Morette” attraversa per un lungo tratto il Bosco di Chiusi; il bosco rappresenta l’ultima significativa testimonianza della foresta planiziale, che in tempi remoti doveva estendersi sulla quasi totalità della bassa Valdinievole, e ospita maestosi esemplari di Cerro, Farnia ed altre specie arboree. Il Bosco di Chiusi e la vicina Paduletta di Ramone, piccola area umida che conserva alcune fra le associazioni vegetali più interessanti del Padule di Fucecchio, si possono visitare esclusivamente esclusivamente con il consenso della proprietà.

Il Porto delle Morette

La strada prosegue fino al Porto delle Morette dove è opportuno parcheggiare l’auto prima del ponte sul Canale del Terzo. Fin da epoca medievale si hanno testimonianze sull’uso del sistema palustre come via di navigazione interna che dalla Valdinievole permetteva di raggiungere Pisa o Firenze con diverse imbarcazioni, dai piccoli “barchini”, ai grandi “barconi” e “navicelli” che caricavano le merci. Il Porto de Le Morette, uno dei pochi in cui troviamo una struttura quadrangolare murata su tre lati, a dimostrazione dell’importanza non solo locale dell’approdo, prende il nome dalle “morette”, che sono anatre tuffatrici, e in particolare dall’ormai rara Moretta tabaccata (Aythya nyroca) che un tempo era molto frequente in Padule. Oltre il ponte inizia l’itinerario a piedi nel bacino palustre; di fronte a noi, immerso in una pioppeta, il Casotto del Criachi, sul quale una lapide ricorda i caduti dell’eccidio.

La riserva naturale

Costeggiando l’argine del canale in direzione nord, troviamo il pannello esplicativo della Riserva Naturale Provinciale “Le Morette”. Al suo interno, gli interventi di gestione e ripristino ambientale operati dalla Provincia di Pistoia hanno ricreato condizioni favorevoli per la sosta e la nidificazione di numerose specie ornitiche. Proseguendo lungo l’argine, all’ombra di pioppi e salici, ancora per qualche centinaio di metri, si raggiunge il Casotto Verde (detto del “Biagiotti”) che è stato adibito a osservatorio faunistico; attraverso feritoie schermate si possono osservare i grandi chiari all’interno della Riserva, protetti sui bordi da estese cinture di canneti. Nei mesi primaverili ed estivi sono presenti uccelli migratori e nidificanti, fra cui sette diverse specie di aironi che si riproducono in una grande colonia (“garzaia”); nei periodi autunnali e invernali gli specchi d’acqua ospitano invece migliaia di anatre, folaghe e altri acquatici svernanti.

Periodo consigliato

Il periodo migliore per la visita è quello primaverile, da marzo alla prima metà di giugno; durante i mesi estivi si dovranno privilegiare l’alba o il tramonto evitando così le ore più calde. Da settembre a gennaio sono da preferire i giorni di martedì e venerdì che beneficiano del silenzio venatorio dato che la riserva è circondata da aree nelle quali è consentita la caccia.

Riserva Naturale del Padule di Fucecchio

Riserva Naturale del Padule di Fucecchio

Con i suoi 1800 ettari, di cui 230 tutelati come Riserva Naturale, il Padule di Fucecchio rappresenta la più grande palude interna italiana ed ospita specie animali e vegetali di grande interesse naturalistico.L'area assume un ruolo fondamentale nelle rotte migratorie...

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Museo della civiltà contadina “Casa Dei”

Museo della civiltà contadina “Casa Dei”

Allestito all'interno di una casa colonica, il Museo si trova in un'area di notevole interesse storico-naturalistico: il Padule di Fucecchio. Il Museo della Civiltà Contadina, realizzato in collaborazione con la Regione Toscana e con il patrocinio della Provincia di...

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Larciano Castello https://visitlarciano.com/territorio/larciano/ Thu, 19 Mar 2020 15:51:32 +0000 https://visitlarciano.com/?p=95

Il castello di Larciano è una delle più belle ed intatte strutture difensive medievali presenti oggi in Valdinievole.

La prima fortificazione dell’antica villa avvenne alla fine dell’XI secolo grazia alla famiglia dei Conti Guidi di Modigliana che costituirono, a partire dal X secolo, un ampio feudo comprendente Larciano, Vinci, Cerreto e altri borghi non più esistenti. Con la crisi del sistema feudale, nell’anno 1226, il potente Comune di Pistoia riuscì ad acquistare il Castello di Larciano, per la cifra di 6.000 buoni denari Pisani, con l’obiettivo di rafforzare il controllo nella parte sud ovest del montalbano.

Il castello è dotato di un cassero con un perimetro murario di 23 m per 13 m e due porte di accesso: una è quella che da sulla piazza, l’altra si trova lungo il percorso murario a est della torre. Il suo aspetto fiero viene ancor più caratterizzato dalla presenza di numerose buche pontinaie con funzioni di sostegno e decoro e dalla fiera torre alta 36 metri. All’interno, dall’osservazione delle buche pontinaie, possiamo immaginare che la struttura era munita di camminamento sopraelevato che collegava i quattro posti di guardia sistemati agli angoli. La casa del capitano permetteva di accedere alla torre, attraverso un ponte levatoio situato a 10 metri di altezza. Al centro, la cisterna per l’immagazzinamento dell’acqua.

Nel sotterraneo scopriamo il Museo Civico che contiene numerosi reperti dall’epoca preistorica fino ai nostri giorni provenienti da tutta la Valdinievole.

Storitinerario

Storitinerario Larciano CastelloIniziamo il nostro storitinerario entrando dalla Porta Nord Ovest (1), una delle tre di accesso alla cinta muraria, costruita nelle fasi iniziali dell’incastellamento. È fondamentale immaginare Larciano Castello come una struttura in continua evoluzione dall’XI al XIV secolo.

La prima fortificazione dell’antica villa avvenne alla fine dell’XI secolo grazie ai conti Guidi di Modigliana che costituirono, a partire dal X secolo, un ampio feudo comprendente Larciano, Vinci, Cerreto e altri borghi oggi non più esistenti. La funzione principale non era difensiva, ma quella di rappresentare il prestigio e il dominio dei conti sul territorio circostante.

Lasciando la porta alle spalle saliamo lungo la strada lastricata alla nostra sinistra. Continuando a camminare osserviamo che, dopo un piccolo tratto, via Balzo viene affiancata da un basso muretto che delimita quello che era il primo cerchio murario (2).

Proseguendo lungo la stessa via raggiungiamo l’unico tratto distrutto delle mura, dove possiamo osservare, alla nostra sinistra e coperta da una fitta vegetazione, la seconda porta di accesso (3), forse la più antica, con pietre di grandi dimensioni e grossolanamente lavorate. Con la crisi del sistema feudale, il 23 Novembre 1226, il Comune di Pistoia riuscì ad acquistare il Castello di Larciano e il suo distretto dai figli del Conte Guidoguerra di Modigliana, per la cifra di 6000 buoni denari Pisani. La somma, ragguardevole per i tempi, va vista nell’ottica di un’operazione particolarmente favorevole per la Pistoia comunale. Larciano infatti garantiva un vantaggio dal punto di vista politico-militare, all’interno del conflitto con il Comune di Lucca, oltre che economico, grazie allo sfruttamento del suolo mediante vigneti, boschi e uliveti; non ultimo, sotto l’aspetto strategico, l’acquisto di Larciano apriva una nuova via verso il mare, attraverso il porto delle Cerbaie e l’Arno. In questo contesto venne rafforzato e allungato il perimetro murario, fino alla lunghezza attuale di circa un chilometro, ricostruito il palatium e rialzata la torre, che raggiunse l’altezza di 36 metri. Larciano diventò così il principale baluardo difensivo meridionale di Pistoia.

Dalla porta, percorrendo la strada in discesa, incontriamo il vecchio frantoio (4) dove si può ammirare l’antica macina in pietra, simbolo della produzione dell’olio di oliva. Proseguendo fino al sottopasso, svoltiamo a sinistra lungo via Spinelli dove, poco più avanti, troviamo la Porta sud (5). Quest’ultima fa da cornice al seguito del nostro racconto, in un contesto di conflitto che contrappose papato e impero nella lotta per le investiture. Lo scontro tra le guelfe Lucca e Firenze e la ghibellina Pistoia si fece sempre più aspro e portò alla caduta del Castello di Larciano nel 1302, conquistato dai lucchesi. Venne poi riscattata dai pistoiesi nel 1310 dietro il pagamento di 10.000 fiorini d’oro.

Dalla Porta sud ripercorriamo via Spinelli, imbocchiamo il sottopasso e subito dopo la ripida salita alla nostra destra. Arriviamo così alla sommità del colle da dove possiamo ammirare un fantastico panorama. Appena entrati in Piazza Castello ci troviamo davanti il Marzocco (6), leone seduto simbolo della dominazione fiorentina iniziata nel 1401, dopo che Pistoia e il suo contado si sottomisero a Firenze. La tradizione vuole che la decapitazione della testa del leone sia stata dovuta a lontane e accese rivalità tra Larciano e il vicino borgo di Cecina. Con l’avvento del potere fiorentino, Larciano divenne sede di podesteria. Tra i podestà ricordiamo Francesco Ferrucci, generale della Repubblica Fiorentina, ucciso durante la battaglia di Gavinana nel 1530 tra i fiorentini e l’esercito imperiale che cercavano di riportare i Medici al potere della città.

Nella piazza troviamo anche la Chiesa (7) dedicata a San Silvestro, poiché fu sotto il suo pontificato che Larciano passò dal paganesimo alla religione cristiana. La chiesa presenta una struttura a navata unica, presbiterio rialzato e abside rettangolare. Di particolare pregio l’organo, collocato sopra la porta di ingresso e l’altare principale in pietra serena. Ed eccoci finalmente arrivati al palazzo del castello (8), difeso da una cinta muraria di 23 metri per 13 con due entrate: una è quella che useremo e che dà sulla piazza, l’altra è lungo il percorso murario a est della torre. Originariamente la struttura era munita di camminamento sopraelevato che collegava i quattro posti di guardia sistemati agli angoli. Alla nostra sinistra la casa del capitano permetteva di accedere alla torre, attraverso un ponte levatoio situato a 10 metri di altezza.

Oggi è possibile ammirare la cisterna per l’immagazzinamento dell’acqua e il sotterraneo dove è stato ricavato il Museo Civico che contiene numerosi reperti dall’epoca preistorica fino ai giorni nostri.

Salendo i circa 200 gradini della torre vi sembrerà di ritornare indietro nel tempo, nei secoli guerrieri del Medioevo; giunti sulla sommità rimarrete senza fiato, godendo del bellissimo panorama che si spalancherà di fronte ai vostri occhi, arrivando, nei giorni più limpidi, alle Alpi Apuane e a San Gimignano.

Con il contributo del Ministero della cultura – direzione generale musei – è stato possibile realizzare un breve video, sottotitolato e commentato, che mostra la fortificazione di Larciano Castello e permette anche all’utente impossibilitato ad accedere alla Torre o al Museo Archeologico di godere delle bellezze del paesaggio circostante e di ammirare alcuni dei reperti custoditi all’interno del museo.

 

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GUIDA AL MUSEO CIVICO DI LARCIANO

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